Il ricordo del Pontefice che più volte ha incontrato gli acierrini della nostra Diocesi per gli auguri di Natale
Il Papa venuto dalla fine del mondo ma di origini monferrine ha avuto, durante tutto il suo pontificato, un legame molto stretto e una attenzione particolare verso l’Azione Cattolica, come aveva raccontato durante un incontro nazionale con l’Ac in piazza San Pietro: “anche mio Papà, mia Nonna erano dell’Azione Cattolica”.
Papa Francesco aveva incontrato in numerose circostanze responsabili e soci dell’Ac, rimarcando in tutti i suoi interventi l’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa e dell’Associazione, chiamata a operare nelle parrocchie e nelle diocesi nella pastorale quotidiana come sottolineato anche da uno dei suoi interventi dal tema appunto “la vostra laicità è ricchezza”.
Con l’Evangelii Gaudium, magna charta del Suo Pontificato ha disegnato una chiesa nuova, ancora da attuare completamente, per portare l’annuncio della Buona Novella nel mondo di oggi ed in particolare nelle periferie. Ed è proprio questa esortazione che è diventata la base del lavoro dell’Ac negli ultimi anni.
Sono diversi i responsabili della nostra Ac diocesana che hanno avuto la fortuna di incontrare il Papa durante le assemblee e gli incontri nazionali dell’Ac, così come abbiamo sentito forte la Sua vicinanza e il Suo sostegno in questi anni di “ricostruzione” dell’Associazione diocesana di Ac.
Il segno più visibile di questa vicinanza è stato sicuramente l’invito, per ben due anni di fila, dei ragazzi dell’Acr della nostra diocesi agli auguri natalizi con il Papa. Evento che normalmente vede coinvolta la stessa diocesi italiana una volta ogni 15/20 anni e che invece ha portato gli acerrimi di Casale a incontrare il Santo Padre sia a Natale 2023 che nell’ultimo dello scorso anno.
Due momenti ricchi di emozione per i partecipanti e per tutta la nostra Associazione diocesana. Il primo anno erano stati il Vice giovani Vadim Sitisco con Andrea Curletti di Gabiano e Asia Brigante di Murisengo a salire nella sala del Concistoro, lo scorso Natale invece il Responsabile dell’Acr Oscar Abrate con Ambra Yubi di Terruggia e Marco Iviglia di Calliano. In entrambi i casi responsabili e ragazzi erano rimasti colpiti dall’umanità e della serenità di Papa Francesco che si era intrattenuto con ognuno per avere notizie degli studi, delle famiglie e delle attività dell’Ac diocesana. “Dal suo guardo ho percepito tutto il calore di un papà” ricorda Andrea Curletti, mentre Oscar Abrate rimarca come dell’anziano pontefice “colpiva sopratutto la serenità e la dolcezza” nel dialogo con i ragazzi. Vadim invece sottolinea come “mi ha colpito per la sua disponibilità nell’accoglierci nonostante fosse già malato, sempre con il sorriso”. Nell’ultimo incontro dello scorso Natale i ragazzi e Oscar avevano consegnato al Papa anche la cartolina degli auguri dell’Ac con la foto della nuova casa diocesana di Cicengo e Francesco aveva chiesto “Ma Cicengo dov’è?” informandosi poi sulla collocazione del piccolo paese della Valcerrina, sul Parroco e sui progetti per la casa dell’Ac. Porteremo nel cuore il Suo ricordo ogni volta che entreremo nella nuova casa dell’Ac, raccontando come un piccolo paese del Monferrato era anche nei pensieri di un grande Pontefice che ha segnato la vita della Chiesa e il percorso di tanti laici, religiosi e sacerdoti.