La mattina del 30 agosto, noi futuri educatori ed educatori dell’ACR siamo partiti da Casale per stare 3 giorni in una delle città in cui andiamo più di frequente: Varazze
Ho sempre avuto molte aspettative dai campi a Varazze, ed ho sempre avuto ragione!
La mattina siamo partiti col treno per arrivare nella località ligure e, tra uno scalo e l’altro, siamo arrivati alle 11 circa.
Subito però, ci fu la prima “sventura” del viaggio: un ragazzo si era dimenticato la valigia sul treno. Come l’ha recuperata? Non lo so, probabilmente una magia di Vadim, il nostro vice giovani.
Dalla stazione siamo poi giunti nel posto che ci ospita ogni volta quando siamo lì: l’oratorio salesiano Don Bosco, uno degli oratori fondati da Don Bosco in persona.
Il posto è veramente enorme: in cortile ha un campo sintetico di calcio a 7 nuovissimo, un campetto da basket o calcio a 5, un palchetto su cui a volte fanno degli eventi e dei bagni.
Dopo essere stati accolti, siamo subito andati nelle camerate: 2 per i maschi e 1 per le femmine.
Abbiamo poi mangiato i panini preparati da Andrea, Samu e Luca e poi siamo subito andati al mare, nella spiaggia privata per noi dell’oratorio: era una spiaggia di sassi abbastanza grande e molto molto bella! Tutti si sono subito tuffati in acqua per il caldo, anche io ma ci sono rimasto letteralmente 10 minuti, non amo il mare e non so nuotare, quindi sono andato nel bar della spiaggia accanto a prendermi un gelato e poi sono rimasti a prendermi il sole.
La sera poi siamo tornati a casa a lavarci, abbiamo mangiato la carbonara cucinata dall’oratorio e la sera siamo usciti. In centro c’era un evento bellissimo di moto acrobatiche che si esibivano per beneficenza: ci siamo fermati lì un’ora buona a guardare e poi, accompagnati dall’onorevole Facciolo, io, Luca e Andrea siamo andati a prenderci un kebab.
Ovviamente tornando a casa non abbiamo dormito.
La mattina dopo quindi ci svegliamo tutti come degli zombie e siamo andati sul terrazzo a fare colazione, c’era solo un piccolo problema: io ho paura dei piccioni, ma era pieno di piccioni…
In seguito abbiamo fatto un’attività di riflessione con Andrea, Don Francesco (detto Frank) e Lella sull’animazione e come secondo noi doveva essere l’animatore perfetto, abbiamo poi concluso con un gioco dove eravamo legati insieme in gruppi da 5 e quello in mezzo era bendato, quindi noi 4 attorno dovevamo condurre quello al centro attraverso la stanza piena di ostacoli: è stato più difficile di quanto pensassi.
Dopo siamo poi andati al mare, dove però ho fatto il bagno per mezz’oretta al posto di 10 minuti, la mattina è molto più bello in realtà, ma poi ho preferito andare a fare un bel giretto per Varazze. Penso che questa città sia uno dei miei posti preferiti, nonostante non mi piaccia il mare è una località veramente bella, piena di viette, persone e tanto, tantissimo cibo.
Mentre io mi mangiavo un bel gelato, gli altri erano in mare a farsi pungere dalle meduse, per fortuna i bagnini ci hanno dato la crema!
Tornando a casa ci siamo nutriti, stavolta con hamburger e patatine, e abbiamo fatto una seconda attività: questa volta dovevamo metterci a coppie e dovevamo disegnare quello che Don Frank dettava tenendo in due un solo pennarello. Io e Lucia siamo stati due artisti!

Mentre Lella votava i disegni è arrivata la parte un po’ più seria, che parlava sempre di animazione. Questa è stata l’ultima riflessione del campo, anche se subito possono sembrare “pallosi”, i momenti di riflessione sono in realtà molto divertenti e utili per la crescita da futuri educatori a educatori veri e propri.
Il pomeriggio prima di andare in spiaggia siamo stati in oratorio a giocare a calcio, oppure a stare tranquilli al bar.
Al mare poi abbiamo preso il pedalò: anche se avevo tantissima paura è stato veramente figo andare a largo, mi sentivo quasi un pirata!
La sera, dopo aver mangiato, ci siamo fatti l’ultimo giro in centro.
La mattina dopo abbiamo sistemato, pulito e preparato tutte le valigie per poi pranzare, pregare e prendere il treno per tornare a casa.
Il campo a Varazze di quest’estate è stato qualcosa a cui non ero tanto abituato in realtà: penso sia stato il campo più tranquillo che abbia mai fatto, proprio una vacanza di relax ma anche di riflessione e collettività. È bellissimo il fatto che tra futuri ed educatori ci sia un bel rapporto e andiamo veramente tutti d’accordo.
Per questo consiglio a tutti quelli che stanno leggendo questo articolo di iscriversi al prossimo campo AC: fidatevi, anche se magari potrebbe essere un po’ più movimentato come il campo a Roma oppure il campo in montagna a Forno Alpi Graie, ne varrà sempre la pena!
Varazze, Liguria
Gabriele Villata, futuro educatore, Cerrina