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Nascono Giuanin e Rosina: i personaggi del Carnevale dell’ACR diocesana

Nascono Giuanin e Rosina, due nuovi personaggi del Carnevale pensati per raccontare, in modo semplice e simbolico, la bellezza dei piccoli paesi di collina e non solo, delle relazioni e dell’impegno condiviso.

L’idea nasce dall’Azione Cattolica dei Ragazzi diocesana, che ha voluto dare vita a figure capaci di parlare a bambini, famiglie e anziani, unendo tradizione popolare e attenzione educativa.

Giuanin e Rosina sono stati ideati dai responsabili diocesani dell’ACR, Oscar Abrate e Samuele Basta, e vogliono essere un segno concreto di vicinanza ai piccoli centri della nostra diocesi, luoghi ricchi di storia, persone e comunità vive, ma spesso lontani dai grandi eventi.

I due personaggi accompagneranno il tempo di Carnevale e non solo:

gireranno tra i carnevali dei paesi, le scuole e le case di riposo, portando sorrisi, racconti e momenti di incontro tra le generazioni.

A impersonare Giuanin e Rosina saranno giovanissimi e giovanissime dell’Azione Cattolica delle scuole superiori, che si alterneranno a turni, in uno spirito di servizio e corresponsabilità. Il progetto si fonda infatti sulla collaborazione tra più paesi, parrocchie e gruppi di Azione Cattolica, con l’obiettivo di fare rete e valorizzare le forze giovani presenti sul territorio.

Giuanin e Rosina non sono solo maschere di Carnevale, ma segni di un’educazione che passa attraverso la relazione, la presenza e il prendersi cura: due personaggi popolari che parlano di comunità, di tempo donato e di futuro costruito insieme.

Un’iniziativa che nasce dal basso, cresce grazie alla collaborazione e guarda lontano, mettendo al centro i più piccoli, i giovani e le comunità più piccole della nostra diocesi a partire dalla Valcerrina.

Nelle colline del Monferrato, poco prima dellanno Mille, vivevano due contadini: Giuanin e Rosina. Erano gente semplice, con i ciabot di legno, i vestiti ruvidi da lavoro, una piccola casa sulla collina battuta dal vento, pochi animali nella stalla e qualche campo strappato alla terra con fatica e pazienza.

Non avevano molto, ma avevano tutto ciò che serviva per vivere: il lavoro delle mani, il silenzio delle notti stellate e la fiducia luno nellaltra.

Giuanin, però, aveva una passione speciale. Per amore e per arrotondare, andava spesso nei boschi a cercare le trifole, accompagnato dal suo fedele cane. Era un uomo buono e sognatore, ma anche terribilmente sbadato: lasciava sempre qualcosa indietro. Una volta dimenticava la lanterna, unaltra il bastone, unaltra ancora lo zappetto.

E così Rosina, senza brontolare troppo, lasciava la polenta sul fuoco o la bagna cauda appena avviata, e si metteva in cammino per raggiungerlo, portandogli ciò che mancava.

Una notte dautunno, con la luna già bassa e il bosco che profumava di foglie umide, Rosina stava consegnando la lanterna a Giuanin quando accadde qualcosa di inatteso. Dal sentiero emerse un cavaliere, alto e fiero, avvolto in un mantello scuro: Aleramo.

I due contadini si immobilizzarono, spaventati. Avevano sentito le storie: limperatore gli aveva promesso tutte le terre che fosse riuscito a circondare a cavallo in tre giorni. E ora eccolo lì, nel cuore della loro notte.

Ma il cavaliere non aveva lo sguardo duro. Chiese con voce calma se potesse prendere in prestito la lanterna, per continuare il suo viaggio anche nel buio.

Giuanin si tolse il cappello di paglia e, con un filo di esitazione, domandò:

«E io… come farò a trovare le trifole, senza luce?»

Aleramo sorrise. Aprì la bisaccia e ne trasse un piccolo oggetto: un acciarino. Lo porse a Giuanin e disse:

«Questo non serve a cercare trifole. Serve a trovare qualcosa di più grande: i talenti nascosti nei cuori di giovani e ragazzi. Con questa scintilla potrai accendere passione, coraggio e voglia di servire gli altri. Così nascerà un Monferrato migliore, oggi e domani.»

Poi sparì nella notte, come se il bosco lo avesse inghiottito.

Da quella sera, Giuanin e Rosina non si sono più fermati. Con il loro cagnolino vagano per colline, risaie, boschi, balze e piane del Monferrato. Non li senti arrivare, se non per labbaiare improvviso del cane. Ma ovunque passino, accendono una fiamma di impegno nei cuori dei giovani.

E quando la scintilla ha preso vita, se ne vanno in silenzio, pronti per un altro paese, unaltra collina, unaltra missione.

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