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Acr Giovani unitari

Assegnate le borse di studio del fondo educatori ACR e GVSS “prof. Clotilde Panelli”

I riconoscimenti a due educatori ACR: Samuele Basta e Giacomo Temporin

La Presidenza diocesana ha assegnato le borse di studio del fondo “prof. Clotilde Panelli” per l’anno scolastico 2023-2024, si tratta di due riconoscimenti, di 300 euro, ciascuno che sono stati assegnati a due giovanissimi di Ac, distintisi nell’attività dell’Oratorio parrocchiale e dei campi estivi diocesani di Ac.

La prima borsa di studio, intitolata alla memoria della prof. Clotilde Panelli, storica delegata fanciulli e responsabile Acr diocesana, è stata assegnata al giovanissimo Samuele Basta con la seguente motivazione:

Studente dell’Istituto A. Sobrero, giovanissimo dell’Unità Pastorale “Sant’Agata e San Gottardo” ed educatore dell’Oratorio “San Filippo Neri” della Parrocchia di San Pietro in Gabiano si è speso con costanza, passione ed impegno a servizio di bambini e ragazzi nelle attività dell’Oratorio parrocchiale, nella preparazione e realizzazione dei campi estivi diocesani Acr e Giovanissimi e dell’iniziativa “Ragazzi, che lotteria!”. Ha messo il proprio entusiasmo e le proprie capacità al servizio degli altri,  in particolare dei più piccoli e dell’intera Ac diocesana, senza trascurare lo studio e il lavoro, costituendo un esempio di dedizione per ragazzi, giovani e adulti.

La seconda borsa di studio, che quest’anno è stata intitolata alla memoria del Maestro Giuseppe “Beppe” Musso, già responsabile diocesano Acr, è stata attribuita al giovanissimo Giacomo Temporin, con questa motivazione:

Studente dell’Istituto A. Volta, giovanissimo della Parrocchia di San Martino e Siro in San Salvatore Monferrato ed educatore dell’Oratorio “Centro Giovanile Campanone”  si è speso con costanza, passione ed impegno a servizio di bambini e ragazzi nelle attività dell’Oratorio parrocchiale, nella preparazione e realizzazione della colonia, del cento estivo e della manifestazione canora “Campanone d’Argento”. Ha messo il proprio entusiasmo e le proprie capacità al servizio degli altri ed in particolare dei più piccoli, della propria comunità parrocchiale e dell’Ac diocesana  costituendo un esempio di dedizione per ragazzi, giovani e adulti.

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